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mercoledì 11 luglio 2018

Questi grandissimi Mondiali 2018: la Croazia in finale e la foto di un Paese in crisi

Ho oscurato due quarti di finale e la prima semifinale, i ritmi antichi non li reggo più. Invecchia tutto ed invecchia anche il blog. «Tempo corri con me», potremmo dire, parafrasando Giorgio Canali. Avevo lasciato con il Brasile beffato dal Belgio, che nel frattempo è stato beffato dalla Francia nella prima semifinale e dovrà quindi giocarsi la finalina per il terzo posto contro l'Inghilterra, che ai quarti ha beffato la Svezia ed oggi però si è arenata (beffardamente, ovvio) con un po' di sorpresa davanti all'ostacolo Croazia, vincente di rigore contro la Russia (beffata) ai quarti e finalista quindi di questa Coppa del Mondo Fifa 2018.

semifinale, Croazia-Inghilterra 2-1 d.t.s.
Stadio Luzhniki (Mosca), 11 luglio

La Croazia ci piace, però non ci piace. Insomma, calcisticamente parlando, la nazionale a scacchi in poco più di due decenni ha messo in mostra tanto bel materiale, con picchi di tutto rispetto (si pensi al terzo posto di Francia '98) se rapportati alla giovane età della selezione del piccolo stato post-jugoslavo. Storico serbatoio di talento tecnico da cui i croati hanno naturalmente, e giustamente, attinto, per costruirsi una storia pallonara decisamente più fortunata di quella degli odiati rivali serbi. E qui il discorso aprirebbe un nuovo sentiero, lungo e contaminato di possibili falle logiche e storiche tutte personali, attraverso cui comunque arrivo alla sintesi di una cattivissima considerazione del sentimento identitario e nazionalista di quelle zone (croati su tutti), velato di legami troppo espliciti con il fetore fascista. Forse non esiste un buon patriottismo, non ho gli strumenti per dirlo, ma restiamo sulle opinioni personali così posso rivendicare serenamente quanto mi faccia schifo quello croato.

Premessa per nulla fondamentale a parte, la gara è stata un manifesto più che degno del godibilissimo torneo che è stato questo russo. A partire dall'alone di sorpresa (saluti all'Inghilterra favorita) e dall'elemento del ribaltamento, che ha accompagnato come una costante quasi tutti i match.
A proposito degli inglesi, forse meriterebbero un trattamento migliore, nonostante la sconfitta e l'esagerato livello di convinzione con cui hanno approcciato alla sfida contro i più deboli e stanchi croati (sulla carta). I Tre Leoni in fin dei conti giocheranno tutte le gare di questo Mondiale e, nei loro panni, immaginare di avere la finale in pugno sarebbe stato tutto fuorché un atto di presunzione. A maggior ragione essendo andati in vantaggio dopo appena cinque minuti di gioco grazie alla bella punizione di un brutto cognome: Trippier.
Il gol ha pure "messo le ali", come si dice in gergo paracadutista, alla squadra di Southgate, ma i suoi ragazzi terribili hanno usato il resto del primo tempo per far capire che avrebbero potuto colpire in qualsiasi momento, purtroppo però non ne avevano voglia. Questa è una spiegazione, l'altra è che i vari Kane, Sterling e Lingard non abbiano avuto le palle per accanirsi su una Croazia apparentemente allo sbando.



Ma l'apparenza, lo sa persino Salvini, inganna. La formazione di Dalic, con poco garbo e concetti chiari, si butta in avanti a testa in giù, come si dice certe volte sempre nel gergo dei paracadutisti. Modric e Brozovic cuciono il gioco, Rakitic e Rebic occupano al meglio il campo, il primo con la testa e il secondo più con la foga agonistica, Mandzukic sgomita e si fa largo tra alte leve di Sua Maestà, ma chi fa saltare il banco è Ivan Perisic che al 68' crede seriamente di poter rubare la palla a un sicuro colpo di testa inglese e allora alza il suo potente tronco sinistro arrivando con la suola lì dove il difensore crede non ci sia nessuno, rischiando di decapitarlo, ma legalmente, e toccando la palla quel tanto che basta per battere l'incolpevole Pickford (che bello scrivere "incolpevole" prima del nome di un portiere).
Lo stesso Perisic, poco dopo, si esibisce in un doppio passo con tiro di sinistro e palla che si stampa sul palo. Si va ai supplementari con l'Inghilterra che sembra inspiegabilmente alle corde, e la sensazione viene confermata al minuto 109' quando sempre Perisic colpisce di testa a casaccio un rinvio della difesa inglese, Stones si distrae pensando forse a quanto è assurdo e pericoloso che uno stupido come Bonafede faccia il ministro, e Mario Mandzukic si avventa sulla palla facendo quello che da sempre gli riesce molto naturale: segnare, semplicemente, quando serve. Poi nell'esultanza lui ed i suoi compagni travolgono un fotografo che, pur gettato a terra e quasi calpestato, a suo rischio e pericolo, non smette di lavorare e continua a scattare. Immagine degna delle disonorevoli condizioni sociali del Paese da cui scrivo: ossia l'Italia, la più beffata di tutte.



giovedì 19 giugno 2014

WarCup '14: URUGUAY-INGHILTERRA 2-1

URUGUAY-INGHILTERRA 2-1
ovvero
SILVIA LO SAI, LO SAI CHE HODGSON HA PERSO ANCORA

I maestri del calcio, come io sono esperto di blog perché ne ho aperto uno in tempi in cui su Internet ci stavi poco perché non c'era tantissimo da fare.
Gli inglesi, dicevamo. Quelli che l'unico Mondiale in bacheca ce l'hanno per aver avuto un guardalinee del livello etico di Giuliano Ferrara nella finale di Wembley del '66, quelli che si disperano ancora per l'uscita di Seaman sulla punizione di Ronaldinho nel 2002, quelli che guardano con rammarico ai rigori dei quarti del 2006 con il Portogallo, quelli che i portieri e i centravanti non li allevano più perché pensano si possa vivere soltanto di corsa e calci.

Ma allarghiamo il discorso. Harte: può, il portiere di una grande nazionale, non considerare mai nemmeno di sfuggita l'idea di uscire dai pali per prendere un cross con le mani, visto che le può usare?
Jagielka: potete dirgli che non scoparsi le mogli degli altri non fa di lui un difensore migliore di Terry, e che bere solo succhi di frutta non lo farà ricordare come più forte di Tony Adams?
Henderson/Lambert/Barkley/Lallana: chi sono? Cosa vogliono? Siamo sicuri che il nome esotico,  l'appartenenza ad un campionato dal grande fascino, non nascondano la loro reale natura da Nocerino, Paloschi, Bertolacci e Zaza vari?

Capitolo Rooney: è un attaccante, ma non ditelo troppo a Roy Hodgson, potrebbe riprendere a bere.
Capitolo Roy Hodgson: è l'allenatore di un'Inghilterra che difende come lui accusava Roberto Carlos di difendere; ma non ditelo troppo agli inglesi, potrebbero tornare gli hooligans.
Resta da elogiare l'Uruguay, ossia quel collettivo autonomo organizzato di banditi che ruota attorno alle giocate fantastiche di Luis Suarez, ai gol mangiati da Cavani, ai denti di Muslera e alle installazioni artistiche di radiografie delle fratture provocate agli avversari da Alvaro Pereira.



("Mi sa che ho fatto una cazzata a disdire Sky")

lunedì 16 giugno 2014

WarCup '14: INGHILTERRA-ITALIA 1-2

INGHILTERRA-ITALIA 1-2
ovvero
ESSERE IN RITARDO NON È SEMPRE UN MALE

In incolpevole ritardo, così fioriscono tante liete sorprese. Come il gol decisivo di un Balotelli esultante per la Italia, a quasi due anni di distanza dalla doppietta spacca-Germania della semifinale degli Europei: a chi è importato, mentre il testone di Super Mario spingeva il pallone e Harte dentro la porta inglese, di tutte le inutili polemiche sulla vita del campione "che non esploderà mai"? Vi ha cambiato forse l'esistenza che sia successo oggi e non tre mesi fa? Vi aiuterebbe tanto vederlo vincere il Pallone d'Oro o essere amato dal mondo del calcio? Dubito, come dubito che non abbiate esultato di gioia al suo gol (esclusi a priori i bastian contrari, gli anti-calcio e i fondamentalisti di qualcosa che adesso mi sfugge).

In incolpevole ritardo, come Paletta, che certo avrebbe dovuto e potuto fare meglio il mestiere per cui è pagato (e per il quale avrebbe il dovere di rivolgersi a un parrucchiere più onesto), ma all'atto pratico cosa sarebbe stata la partita senza il pareggio di Sturridge? Voi lo sapete? Io no, ma un po' la conosco l'Italia, che a gestire vantaggi e ampie distese di tranquillità non è poi così brava, e allora ringrazio il Gabriel nuovo nazionale che ha dato ai suoi compagni un motivo per iniziare il secondo tempo con il giusto pepe al culo.

In incolpevole ritardo, anzi in fortunatissimo ritardo come Candreva, che alla sua partita di corse e calci sensati ha aggiunto la preziosità del cross per lo stacco vincente di Balo, aspettando che l'attaccante del Milan si piazzasse, e quindi non buttando subito una pallaccia al centro dell'area, ma temporeggiando, guardando lì dove i difensori inglesi non si erano ricordati potesse esserci vita, e piazzando sul forte nero d'Italia un regalo che, se fosse arrivato da un Beckham qualunque, avremmo ancora distese di replay ad occuparci le tv.

In incolpevole ritardo, miracolosa attesa, divino uso del tempo: come la giocata di Andrea Pirlo, che non merita altro che definizioni con termini rubati alla sfera della megalomania, perché grazie a dio sono ancora pochi i giocatori che sanno guardare dietro come voi non guarderete mai nemmeno davanti. E se quella finta ha spalancato le porte del regno dei gol a Marchisio, è altrettanto vero che se il centrocampista torinese fosse stato più pronto, più presente, più vicino al suo compagno juventino, magari adesso parleremmo di un'azione stoppata facilmente dall'Inghilterra a ridosso dell'area, dove il lungo stop del numero 8 di Prandelli avrebbe speso i suoi ultimi respiri.
Invece, alla fine, è andato tutto bene. In incolpevole ritardo, come questo post.


"Allora, lo senti comodo sto 44?"

lunedì 25 giugno 2012

Neuro '12: di INGHILTERRA-ITALIA, DI CANZONI E DELLA SERA

(quarti di finale)

INGHILTERRA - ITALIA 2 - 4 (dopo i rigori)
ovvero
IL CALCIO E' L'OPPIO DEI POPOLI. ED IO VORREI FUMARE PIRLO.

Recupero le forze, qualche idea nascosta tra un velato sudore e la convinzione di star facendo una cosa inutile, che in tanti hanno già fatto o stanno facendo, e che mi occupa tempo che potrei dedicare alla tesi, o al mio compleanno che è oggi, o alle primarie del Pd, o al porno di Sara Tommasi, o a dormire.
Non c'è nulla che tutto il mondo non abbia già provato a raccontarvi. Nulla, tranne le cose che ho vissuto io ieri in prima persona, ad esempio mentre De Rossi prendeva il palo con un sinistro al volo che di solito è il preambolo a una partita dove va tutto storto, ed io ero fuori a una sorta di "Spizzico" giapponese, e sono entrato a fingere di fare la fila per vedere il replay, intanto che le urla facevano dire ai passanti: "si sarà spenta qualche tv". Si, bella spiegazione.


"LE RAGAZZE CON CUI ESCO HANNO TUTTE UN INCUBO NEL CASSETTO".
Cantano dal palco, eh si perché intanto siamo entrati al concerto. Gente a cui interessa la partita, gente a cui strasbatte dell'Italia, gente che non sa cosa scegliere, e poi noi: un occhio all'orecchio, e uno alla botte, che per l'occasione è un maxischermo. Così facciamo in tempo a vedere, nell'ordine: prima Balotelli che arriva davanti ad Huckleberry Hart, ma si fa rimontare da Terry che non detiene il record sui 110 ostacoli neanche alle Olimpiadi del cortile di casa sua; poi Balotelli che entra in area con una palla a mezza altezza e la tira addosso ad Hart perché sono amici e si divertono così quando sono nudi nella hall del loro bordello di fiducia; quindi Balotelli che, servito da un colpo di testa che non ti aspetti di Antonio Milza Cassano, a due metri dalla porta riesce a non segnare e incazzarsi comunque molto bene con se stesso.


"CI SARA' POSTO PER LA MIA BIOGRAFIA FUORI DAI LIBRI DI PSICHIATRIA".
L'attenzione per il concerto c'è, qualche bestemmia del cantante pure, solo l'Inghilterra c'è un po' meno a quanto pare. A far fare bella figura a questa Italia ce ne vuole, e se è vero che non ci muoviamo bene in campo, loro comunque sembrano il vestito elegante di un defunto. E il defunto è Hodgson, soltanto ancora non lo sa. Il secondo tempo è un'altra frazione di maledizioni, a maggior ragione perché riusciamo a vederlo tutto. Al 5' o 6' minuto, non ricordo di preciso, ecco la scossa che decide la partita, che cambia tutta la serata: mettono l'audio al maxischermo. La voce di Dossena esordisce subito con un "Non dobbiamo scherzare col fuoco" degno dei peggiori discorsi alla nazione di Cossiga. Io mi gratto, Prandelli pure si tocca le parti intime, Barzagli fa lo stesso con quelle di Bonucci, Rooney si gratta il parrucchino ma solo perché gli da' fastidio, Hodgson si gratta il naso per togliersi una caccola del 1995, e in tutto questo De Rossi sguazza come un'ape tra le pozzanghere inglesi e solo a tre metri dalla porta manca il gol svirgolando il sinistro.
Balotelli si offende e dimostra di non essere da meno: ottimo stop, e di nuovo tiro formato scoreggia a far fare bella figura al portiere inglese nipote degli attori di Trainspotting. Ma ecco che sulla ribattuta si avventa come un falco Montolivo in pigiama, che cerca di segnare con uno dei suoi colpi migliori: usando un cuscino.
Niente. Intanto stanchezza e cambi prendono il sopravvento sul gioco e sulle wags, esce Cassano per Diamanti, esce De Rossi per Nocerino, ed esce la mia speranza ed entra Maggio. Poi Rooney ci prova con una rovesciata su sponda di Lungomare Carroll, ma la palla finisce alta.



"SE IO FOSSI BUIO COME IL SOLE MA PERCHE' MAI DOVREI IO ABBEVERARE CON IL MIO SPLENDORE IL VENTRE DIMAGRATO DELLA TERRA".
Iniziano i supplementari , e riprende il concerto. Il cantante avrebbe da ridire: "il calcio è cambiato, non è più quello di vent'anni fa". Si ok sono d'accordo con te, ma neanche i cartoni animati, i professori universitari e le gomme da masticare sono più le stesse, ognuno ha avuto quel che non si meritava. E comunque è tornato il muto, e la maggior parte della gente segue il concerto. Anche Hart, che non si accorge di un tiro cross sbagliato di Diamanti e accompagna la palla fuori mentre la palla non lo caga proprio e va invece sul palo. Perché Hart puzza. Finisce il primo tempo supplementare.


"E' COLPA MIA SE SIAMO DIVENTATI INDIFFERENTI, PIU' POVERI PIU' TRISTI E MENO INTELLIGENTI, PERCHE' NON MI CURO DELLE TUE SPERANZE".
Secondo tempo. Ancora si gioca, e ancora si canta. Nocerino, che già stava segnando un gol strafigo, ne fa uno buono che poi tanto buono non è perché è in fuorigioco. Ok non si capisce più nulla, c'è solo la resa all'ennesimo capitolo Italia-Sfiga ai rigori! In tutto questo il cantante dal palco inizia a tirarci un pacco un po' retorico sulle multinazionali del petrolio. Tutto giusto, ma forse nel momento sbagliato, o quantomeno in quello di minore attenzione? Fatto sta che si svolge lo sguardo ai rigori. E lì è la fine, e poi di nuovo l'inizio.
Balotelli c'è, condito dal solito patema d'animo; Montolivo si caga subito fuori dal pannolino, poi segna Rooney, andiamo sotto; Pirlo allora decide che per essere il più grande devi fare quello che gli altri non fanno, disegna un pallonetto lì dove il portiere potrebbe essere ma non è, e poco dopo Ashley Young si decide a spaccare la traversa, siamo di nuovo pari; gol di Nocerino; continua la guerra degli Ashley, con Cole che si finge Michele Serena e tira una caghetta dove arriva persino Buffon, cazzo siamo in vantaggio!


"AVREI VOLUTO DIRTI TANTE COSE, SOLO CHE LA PIU' IMPORTANTE NON ME LA RICORDO PIU' ".
Diamanti sul dischetto. Cioè adesso so che è Diamanti, ma durante il concerto, senza audio tv, e sommerso tra teste, non potevo capire nulla. Tranne che ad un certo punto la palla entra, e l'Inghilterra calcisticamente e fondamentalmente suca. Sono abbracciato agli sconosciuti d'ordinanza, che non mi permettono di raggiungere i miei amici. Illusi e contenti, abbiamo guardato sempre dall'altra parte, e continueremo a farlo quando ne varrà la pena. In fondo l'Italia ha vinto, nonostante Maggio.



(In questa foto la tipica sobrietà della democrazia)

mercoledì 20 giugno 2012

Neuro '12: SVEZIA-FRANCIA e INGHILTERRA-UCRAINA

(ultima giornata girone D)

SVEZIA - FRANCIA 2 - 0
INGHILTERRA - UCRAINA 1 - 0
ovvero
E' IMPORTANTE USCIRE DAL CAMPO A TESTA ALTA, TRANNE SE SEI L'ARBITRO DI PORTA

Non scriverò molto, perché se dovessi fare una classifica delle serate più noiose dall'inizio del torneo, quella di ieri sarebbe sicuramente una delle prime, se non proprio la capolista.
La Francia è vero non aveva granché da chiedere, a qualificazione praticamente certa, ma ha fatto di tutto e di più per meritarsi il secondo posto nel girone, nonché l'appellativo di squadra che si crede un po' sto cazzo. Dall'altra parte invece l'Ucraina ce l'ha messa tutta per far fuori l'Inghilterra, ma nonostante gli inglesi fossero molto più perforabili del blasone che portano dietro, i padroni di casa non ce l'hanno proprio fatta ad impensierire quel verbo coniugato male di Hart.
Primi tempi di una noia mortale su entrambi i canali. A Donetsk gli ucraini partono forte, poi si ricordano che Shevchenko è in panca mezzo infortunato, e capiscono subito che per loro non vi sarà alcuna speranza. Yarmolenko e Konoplyanka sulle fasce si danno da fare, ma fingere di arrivare sul fondo per poi accentrarsi e smaltire la furia d'attacco proprio lì dove l'Inghilterra ha schierato gran parte dei suoi convocati, beh non si dimostra un'idea vincente. Sulle tre quarti c'è Milevskiy che raccoglie l'eredità del più anonimo dei Mendieta, mentre là davanti Devic gioca solo perché ha pagato il campo.
La squadra di Noiamortale Hodgson si limita a respingere le sortite avversarie con il frontone di Lescott e il dinamismo di Cole, oltre a mostrare a tutti, attraverso Rooney, cosa non si deve fare con la propria cute dopo che si è bevuto un intero pub. A impostare qualcosina ci pensa Gerrard che conserva quel pudore tipico dei mediani, come Garmash e Tymoschuk dall'altra parte, che vorrebbero fare tutto, difendere e segnare. Ma purtroppo non è possibile. Rooney sbaglia di testa tutto solo, l'Ucraina non tira mai.
Intanto Francia e Svezia si interrogano sul buco dell'ozono e sulla somiglianza (purtroppo per loro solo fisica) di Alou Diarra con Patrick Viera. Si vedono Ribery e Toivonen, ma niente da scrivere. Ben Arfa si sveglia col doppio fischio dell'arbitro.
Secondo tempo. Gerrard dalla fascia destra, dopo un dribbling, mette dentro un cross anonimo che un liscio di Selin e una schifezza di Pyatov fanno diventare un assist al bacio per Rooney. Porta vuota, colpo di ciuffo finto e gol. Cambio canale, è finita.
E poi a Kiev c'è che Ibrahimovic si è inventato un gol della madonnasanta, con una mezza rovesciata che fa uscire i punti neri a Mexes. Gli svedesi esultano, sono ultimi ma con stile. Beati loro. Intanto a Donetsk entra Sheva, e l'Ucraina il gol lo farebbe pure: il tiro (naturalmente sbagliato) di Devic colpisce Hart e fa alzare la palla fino a sotto la traversa, quando interviene troppo tardi la gamba di Terry che con una rovesciata spazza il pallone e l'Ucraina via dall'Europeo. Ma il giudice di porta ha l'allergia. O almeno così pare, visto che non vede la rete. Platini, potevi metterci un piano bar dietro le porte a sto punto.
Nel frattempo la Francia prende anche il secondo gol, ma ormai non interessa più a nessuno (non che prima..), perché ciò che conta è che l'Inghilterra affronterà l'Italia in una partita che si presume condita di noia e calci.

(La simpatica esultanza del parrucchino di Rooney)

sabato 16 giugno 2012

Neuro '12: SVEZIA - INGHILTERRA 2 - 3


SVEZIA - INGHILTERRA 2 - 3
ovvero
SAPETE COSA PIACE A NOI SVEDESI: FARCI RIMONTARE

Uscire dagli Europei pur avendo giocato sempre con le magliette perfettamente stirate: ecco il grande rammarico della Svezia, che perde con i leoni di Gran Bretagna e saluta con una giornata d'anticipo il torneo, con grande tristezza di Ibrahimovic che ha pianto per tutto il tragitto dalla linea di bordo campo alle panchine.
Io la partita non l'ho vista bene, ma l'ho ben immaginata con l'aiuto degli ailaiz. Allora succede che nel primo tempo succede poco, qualche tiro nullo di Ibra, qualche rutto di Rooney dalla tribuna, Elmander che va a tagliarsi i capelli, Terry che si scopa di nuovo la moglie di Cole, e il gigante Carroll che sale in cielo approfittando della reattività in cancrena di Granqvist segnando di testa il vantaggio inglese.
La ripresa è nella frase "tutto e il contrario di tutto", tradotta dall'inglese allo svedese e dallo svedese riportata poi all'inglese. Si comincia con Ibra che tira male una punizione, prende allora la ribattuta e fa una bicicletta che esce peggio della punizione, ma finisce sulle gambe di Mellberg che non si fa pregare ma si fa parare il tiro da Hart (una cover dei Nine Inch Nails), la palla però tocca Johnson ed insieme a lui finisce in porta. Un pareggio artificioso come un iter burocratico in Italia.
Non so quanto tempo passa, ma su una punizione dalla trequarti di non so chi ecco di nuovo, a miracol divino mostrare, il simpatico Mellberg catapultarsi tra i fori imperiali londinesi e segnare di testa il vantaggio. Ma non c'è il tempo di dire cornuto all'asino, che da un calcio d'angolo ribattuto da un peto arriva il pareggio inglese a firma di un tiro di Walcott deviato da non si capisce bene cosa, con Isaksson comunque spiazzato più per momentanea mancanza di dinamismo nel sangue che per altro.
La Svezia si sceta di nuovo e va vicina al vantaggio, ma Kallstrom non vede la porta neanche al cinema in 3D, e Ibra non può pensare di segnare soltanto tirando da casa sua. Così Walcott imita la migliore versione di se stesso, sguscia tra i paletti dello sci scandinavi e serve a Wellbeck una palla che il ragazzone del Manchester United trasforma in gol con un fantastico colpo di tacco. Fino a prova contraria, la rete più bella del campionato.
La neve svedese si scioglie, Gerrard e compagni vanno avanti, e Hodgson salva la sua brutta faccia da ubriacone di osteria, almeno fino alla gara con l'Ucraina.

(Ecco Ibra che vorrebbe guardare in faccia Lescott, ma non riesce a trovare gli occhi.)

lunedì 11 giugno 2012

Neuro '12: FRANCIA - INGHILTERRA 1 - 1


FRANCIA - INGHILTERRA
ovvero
TESORO, SAI MICA DOVE HO MESSO LE PALLE?

Beato chi non ha guardato questa partita. E bravo chi ha scommesso live sul pareggio. Si, perché già dopo i primi 10 minuti le due squadre davano l'impressione di volersi spartire la posta in palio. Doveva essere un Francia-Inghilterra dal sapore classico, quello di uno dei derby più affascinanti del vecchio continente; è stato invece il festival inglese dei lanci lunghi (facilitati dalle assenze di Rooney e Lampard) e dello sterile tichi-tacha dei ladri della Gioconda, tale da far annoiare persino un Luis Enrique fatto di LSD - per intenderci.
I transalpini si presentano con i favori del pronostico, forti anche di un undici in cui figurano i vari Nasri, Benzema, Ribery; gente esperta e competente, insomma. Hodgson, d'altro canto, può vantare di avere a disposizione l'unica rosa del torneo i cui i calciatori militano tutti nello stesso campionato, quello arabo.. (E comunque sticazzi).
C'è poca Inghilterra in campo e molta Italia: il signor Rizzoli, i suoi assistenti, la Gioconda e dieci uomini in maglia bianca che difendono dietro la linea del pallone. Di Matteo docet. E partita che si sbloccherà grazie a due episodi. Infatti: vantaggio inglese su palla inattiva, zuccata di Lescott sul piazzato di capitan Gerrard (sottotono) e dormita di Diarra e Lloris. Pareggio blues di Nasri, che batte il colpevole Hart con un rasoterra non irresistibile dalla media distanza. Tutto il resto è noia.
Osservazioni: Debuchy evidentemente fa la doccia con la moglie di Ribery. Il terzino del Lille è una spina nel fianco, spinge, si propone, chiama palla, si smarca bene, ma viene puntualmente ignorato dallo Scarface #7; l'Inghilterra dal canto suo ha un problema: troppi giovani promesse e poca esperienza. Oltre ai troppi negri. Parola di J. Terry.


(eccezionalmente, di Alfonso Russo)

(Fair play: Glen Johnson offre a Ribery un'altra mano, per coprire meglio la faccia)